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TINGELTANGEL 

il Kabarett di Karl Valentin

 

regia Maurizio Mosetti

scene e costumi Panchito Contreras

elaborazioni musicali e video “Cour de Rome Team”

produzione Laboratorio Teatrale Associazione Culturale Capriccio Stravagante

con Gabriella Baroni, Ileana Bertucci, Alessandra Bizzarri, Marisa Caponera,

Elvira Casillo, Anna Ferrara, Matteo Gizzi, Anna Maria Iacoponi,

Antonino Lo Giudice, Valerio Macellari, Giovanna Serafini, Rebecca Silvagni

Lavinia Tesei, Alfredo Zeppieri

 

Follia pura o Teatro dell'assurdo? Non è sempre facile distinguere le cose, come nel caso di Karl Valentin, attore comico di innovazione che negli anni '20 e '30 in Germania cercava di far ridere (e ci riusciva benissimo) gli avventori dei locali dove si esibiva con un umorismo talmente allucinato che sembra quasi fuori posto nella patria di Kant e di Hegel, tanto da divenire in breve tempo un punto di riferimento per artisti che da lui presero spunto, come il drammaturgo e teorico del teatro tedesco Bertolt Brecht.

 

In questo spettacolo, monologhi e dialoghi si succedono uno più fuori di testa dell'altro, di quel comico falsamente demenziale che tra le due guerre accomuna anche comici e scrittori italiani come Ettore Petrolini e Achille Campanile.

 

E allora  ti domandi dove diavolo sei capitato, sei confuso, ma alla fine ti ricordi dove sei: sei dentro un Tingeltangel, uno di quei locali dove il pubblico cercava di divertirsi anche perchè di per sè, tra la crisi, la fame, la disoccupazione e l'arrivo di Hitler, non è che avessero poi tanto da ridere.

Senti che c'è qualcosa che stride, qualcosa che rende quest'umorismo poco scorrevole, chiudi gli occhi e torni allora per un attimo a sederti nel Tingeltangel, con la tua birra e ti immagini di vedere sul palcoscenico Valentin con le sue trovate e tu ridi, sì, anche gli altri attorno a te ridono, ma non ti rilassi, rimani nervoso e il buonumore ha scarsi effetti benefici. Mah! forse sarà per il fatto che ogni sera quei ceffi che non ridono mai, dalla faccia scura e dalla camicia bruna, sono ogni giorno sempre di più...

 

Valentin Ludwig Fey, in arte Karl Valentin, nasce nel 1882 in un sobborgo di Monaco di Baviera. Dal 1906 si dedica al teatro, prima come clown musicale poi come attore di cabaret. Dal 1919 in poi gira più di cinquanta film. Muore nel 1948 in circostanze analoghe  a quelle di Eleonora Duse: rimasto chiuso fuori da un teatro, venne ucciso dalle complicazioni per il freddo patito durante la notte.