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2200 (2244). LE CARICHE NOVE

Che scombussolo, eh? che mmutazzione?
Da quarche ggiorn'impoi, dove t'accosti,
Nun trovi ppiù ggnisuno a li su' posti;
E chi pprima era Erode, oggi è Nnerone.

Si cqua ddura accusì, nemmanco l'osti
Faranno ppiù l'istessa professione,
Ché cqui adesso oggni sceto de perzone
Sfodera li su' meriti anniscosti.

Preti, sbirri, prelati, mozzorecchi,
Spie, cardinali, ggiudisci, copisti,
Te li vedi frullà come vvertecchi.

Spiggneno tutti, e vann'avanti, vanno;
Ma in tanti pipinari e acciaccapisti
Chi ssa ar Papa che impiego je daranno?

1847

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti è quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo