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692 (691). LA PORTERIA DER CONVENTO

Dico: "Se pò pparlà ccor padr'Ilario?"
Disce: "Per oggi no, pperché cconfessa." -
"E ddoppo confessato?" - "Ha da dì mmessa." -
"E ddoppo detto messa?" - "Cià er breviario."

Dico: "Fate er servizzio, fra Mmaccario,
D'avvisallo ch'è ccosa ch'interressa."
Disce: "Ah, cqualunque cosa oggi è ll'istessa,
Perché nnun pò llassà er confessionario." -

"Pascenza," dico: "j'avevo portata,
Pe cquell'affare che vv'avevo detto,
Ste poche libbre cqui de scioccolata..."

Disce: "Aspettate, fijjo bbenedetto,
Pe vvia che, cquanno è ppropio una chiamata
De premura, lui viè: mmó cciarifretto."

Roma, 30 dicembre 1832           Der medemo

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti è quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo