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1340 (1338). LA BBELLEZZA

Che ggran dono de Ddio ch' la bellezza!
Sopra de li quadrini hai da tenella:
Pe vvia che la ricchezza nun d quella,
E cco quella s'acquista la ricchezza.

Una chiesa, una vacca, una zitella,
Si brutta nun ze guarda e sse disprezza:
E Ddio stesso, ch' un pozzo de saviezza,
La madre che ppijj la vorze bbella.

La bellezza nun trova porte chiuse:
Tutti je fanno l'occhi dorci; e ttutti
Vedeno er torto in lei doppo le scuse.

Guardamo li gattini, amico caro.
Li pi belli s'alleveno: e li brutti?
E li poveri brutti ar monnezzaro.

20 ottobre 1834

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo