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237 (236). L'USCELLETTO

Sor Maria Battifessa, v'ho pportato
Un uscelletto d'allevasse a mmano,
Che lo cacci mmi' madre da un pantano,
Dove tata sciaveva seminato.

Nun guardate ch' cciuco e spennacchiato:
Lo vederete cressce a mmano a mmano.
Anzi allora tienetelo ingabbiato,
Perch, ssi vvola, ve p ann llontano.

Sin ch' da nido, fateje carezze:
Cerca l'ummido poi, ma nn lo sguazzo;
E la gabbia la v ssenza monnezze,

De rimanente uscello da strapazzo:
E nn'averete le sette allegrezze
Fascennolo ruzz ss'un matarazzo.

Roma, 15 novembre 1831      Der medemo

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo