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1842 (1808). ER PRETE

Ar momento c'un omo se fa pprete
Sto prete è un omo ggià ssantificato;
E cquantunque peccassi, er zu' peccato
Vola via com'un grillo da una rete.

Er dì ssanto a cchi pporta le pianete
È ccome er carcerà cchi è ccarcerato,
Come scummunicà un scummunicato,
Com'er dì a cquattro ladri: "In quanti sete?"

Certe cose la ggente ricamata
Nu le capissce, e ffra nnoantri soli
Se pò ttrovà la verità sfacciata.

Sortanto da noantri stracciaroli
Se sa cchi è un prete. La crasse allevata
Pijja sempre li scesci pe ffascioli.

3 aprile 1836

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti è quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo