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281 (280). ER MORTORIO DE LEONE DUODESCIMOSICONNO

Jerzera er Papa morto sc' ppassato
Propi' avanti, ar cantone de Pasquino.
Tritticanno la testa sur cusscino
Pareva un angeletto appennicato.

Vienivano le tromme cor zordino,
Poi li tammurri a tammurro scordato:
Poi le mule cor letto a bbardacchino
E le chiave e 'r trerregno der papato.

Preti, frati, cannoni de strapazzo,
Palafreggneri co le torce accese,
Eppoi ste guardie nobbile der cazzo.

Cominciorno a intocc ttutte le cchiese
Appena usscito er morto da Palazzo.
Che gran belle funzione a sto paese!

26 novembre 1831             De Pepp'er tosto

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo