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276 (273). ER GIORNO DER GIUDIZZIO

Cuattro angioloni co le tromme in bocca
Se metteranno uno pe ccantone
A ssoną: poi co ttanto de voscione
Cominceranno a ddģ: "Ffora a cchi ttocca."

Allora vierą ssł una filastrocca
De schertri da la terra a ppecorone,
Pe rripijją ffigura de perzone,
Come purcini attorno de la bbiocca.

E sta bbiocca sarą Ddio bbenedetto,
Che ne farą du' parte, bbianca, e nnera:
Una pe anną in cantina, una sur tetto.

All'urtimo usscirą 'na sonajjera
D'angioli, e, ccome si ss'annassi a lletto,
Smorzeranno li lumi, e bbona sera.

25 novembre 1831                      Der medemo

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti č quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo