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439 (440). ER GALANTOMO

Nun ce v mmica tanto pe ssapello,
Si ssei un galantomo o un birbaccione.
Senti messa? sei scritto a le missione?
Cuann' vviggijja, maggni er tarantello?

A le Madonne je cacci er cappello?
Vi bbene ar Papa? fai le devozzione?
Si ttrovi crosce ar muro in d'un portone,
Le scompissci, o arinfderi l'uscello?

Dichi er zottumprisidio cuanno t'arzi?
Tienghi in zaccoccia er zeggno der cristiano?
Fai mai la Scala-santa a ppiedi scarzi?

Tienghi l'acquasantiera accapalletto?
Dunque sei galantomo, e ha' tant'in mano
Da f ppuro abbozz Ddio bbenedetto.

Terni, 11 novembre 1832             Der medemo

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo