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1253 (1252). ER B┘SCIO DE LA CHIAVE

Gran nove! La padrona e cquer Contino
Scopa de la scittÓ, spia der Governo,
Ar z˛lito a ttre ora se chiuderno
A ddý er zanto rosario in cammerino.

"EbbŔ," cominci˛ llei cor zu' voscino,
"Sta vorta sola, e ppoi mai ppi¨ in eterno." -
"E cche! avete pavura de l'inferno?"
J'arisponneva lui pianin pianino.

"L'inferno Ŕ un'invenzion de preti e ffrati
Pe ttirÓ nne la rete li merlotti,
Ma nn˛ cquelli che ss˛ spreggiudicati."

Fin qui intesi parlÓ: poi laggni, fiotti,
Mezze-vosce, sospiri soffogati...
Cos'averanno fatto, eh ggiuvenotti?

29 aprile 1834

Testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole

La numerazione dei sonetti Ŕ quella seguita da Roberto Vighi
(Giuseppe Gioachino Belli Poesie Romanesche - Libreria dello Stato 1988-1993).
La numerazione tra parentesi fa riferimento all'edizione Vigolo